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Si è svolta a Genova nel mese di novembre la conferenza finale di CCIC, Complex Challenges Innovative Cities, il progetto europeo che ha coinvolto amministrazioni locali e regionali, enti pubblici e stakeholder con l’obiettivo di migliorare le politiche regionali sull’innovazione.

Partner di CCIC 14 enti locali tra Comuni, Province e agenzie di vari Paesi europei: per l’Italia la Regione Lazio e i Comuni di Catania e Genova, per la Bulgaria il Comune di Sofia (capofila) e il Fondo per la Ricerca applicata e le Comunicazioni, per l’Estonia il Parco Scientifico di Tartu, per la Finlandia il Comune di Jyväskylä, il Comune di Eindhoven per l’Olanda, per la Polonia il Comune di Varsavia, i Comuni di Aberdeen e Birmingham per il Regno Unito, la Provincia di Harghita per la Romania, per la Spagna l’Agenzia di sviluppo locale di Sabadell e, infine, il Comune di Gävle per la Svezia.

Durante l’evento finale, che ha avuto luogo nella suggestiva sede del Museo di Sant’Agostino del capoluogo ligure, sono state tirate le fila di tre anni di intenso lavoro in tema di innovazione in ambito pubblico locale.

Nello specifico, la Regione Lazio, con l’assistenza tecnica di Sviluppo Lazio e di BIC Lazio, porta a casa, al termine di questa esperienza, un Regional Implementation Plan (Rip), un documento strategico nel quale sono descritte le possibili modalità di applicazione nel proprio territorio della buona pratica selezionata per il CCIC dalla municipalità di Eindhoven, l’EU Voucher System. Si tratta di uno strumento che favorisce la creazione di meccanismi di collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca, con l’obiettivo di rafforzare e innalzare i livelli di trasferimento tecnologico. Un tema, questo, molto importante per una realtà economica come quella laziale, caratterizzata da un lato dalla presenza di numerosi centri di eccellenza nel campo della ricerca e dello sviluppo di tecnologie innovative (si pensi solo ai settori biofarmaceutico e aerospaziale) e dall’altro da una fittissima rete di Pmi che con difficoltà possono accedere a queste tecnologie innovative ma che da queste trarrebbero un grandissimo giovamento.

L’EU Voucher System consiste, in sintesi, nell’offrire alle Pmi la possibilità di accedere, tramite un sistema di incentivi finanziari, ai servizi e alle strutture di ricerca operanti non solo nel proprio territorio, ma anche

al di fuori dei propri confini regionali. Le risorse messe a disposizione possono essere spese dalle Pmi per progetti di natura tecnologica, finanziaria, di marketing e di comunicazione.

La buona pratica EU Vouchers System potrebbe essere, quindi per la Regione Lazio un interessante strumento per l’utilizzo di parte delle risorse dell’Asse I “Ricerca e Innovazione” del POR FESR 2014-2020, in modo da creare meccanismi virtuosi di collaborazione tra imprese, Università e Centri di Ricerca per rafforzare e innalzare i livelli di trasferimento tecnologico tra il mondo della ricerca e quello dell’economia reale.

“I risultati del progetto ‘Complex Challenges Innovative Cities’ sono per la nostra Regione particolarmente significativi – ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo Economico e Attività Produttive, Guido Fabiani – perché sono convinto che il governo del trasferimento dell’innovazione tecnologica costituisca il terreno fondamentale sul quale si innesteranno i processi dello sviluppo di medio-lungo periodo a livello globale e a livello regionale. Nell’elaborare le nostre strategie d’azione per il prossimo futuro, valuteremo quindi con attenzione il Regional Implementation Plan.”



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